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Salve, le scrivo perché mi chiedevo, relativamente alle costruzioni di paglia, se è possibile fare un cappotto termico di paglia ad un’abitazione esistente, avrei intenzione di fare degli interventi di riqualificazione energetica alla mia abitazione, è possibile fare un cappotto di paglia? Altrimenti quali altri materiali e tecniche sostenibili esistono per questo tipo di interventi? Leggevo di pannelli in fibra di legno, sono accessibili come prezzi? Hanno delle controindicazioni?
La ringrazio anticipatamente.
Cordiali saluti,
Maicol
cappotto in balle di paglia: è particolarmente difficile realizzarlo perchè le ballette hanno uno spesore minimo di 40cm, per cui non è possibile tassellarle e va costruita una controparere portante ad hoc, con i relativi costi. dal punto di vista urbanistico i cappotti sono esentati dal calcolo della superficie dell’abitazione fino a 10cm e quindi il nuovo cappotto da 40-45cm farebbe superficie: occorre averne di di sponibile. Tacendo che il sistema, di per sè abbastanza complesso, oltretutto non potrebbe essere certificabile e quindi nessuno lo garantirebbe. Consiglio metodi diversi.
Grazie per le informazioni Giovanni, non sapevo che i cappotti fino a 10cm fossero esenti, quindi se volessi fare un cappotto di 10cm non è necessaria alcuna autorizzazione del comune per partire coi lavori?
Grazie ancora
anche per un cappotto da 10cm serve un atto abilitativo, che però non è detto debba essere un Permesso di Costruire, potrebbe bastare una DIA (Dichiarazione di Inizio Attività) amministrativamente MOLTO più semplice e soprattutto con tempi certi e rapidi, perchè consente di partire in 30giorni. Con il PdC servono ALMENO 3 mesi (salvo poi richieste integrazioni 1,2,3,ecc.)
a che temperatura percepiamo l’acqua? grazie
la temperatura alla quale percepiamo l’acqua è quella dell’acqua. Semmai dato che si tratta di un buon conduttore, la percepiamo subito e quindi siamo più sensibili rispetto all’aria. La temperatura per una doccia di solito è 40°C, variabile secondo velocità e dimensione del getto
salve, vorrei sapere quanto deve essere il carico termico annuo massimo di un immobile residenziale. Grazie
non esiste un limite fissato per il carico termico, che stabilisce qual’è il fabbisogno istantaneo nel giorno più freddo dell’anno. Il limite è invece sul fabbisogno nell’intero periodo di riscaldamento. Ovviamente in qualche modo i due dati sono correlati e viaggiano di pari passo, per cui il valore potrebbe presentarsi simile a quello del fabbisogno (es: fabbisogno 70kWh/mqa = carico termico 70W/mq ca.), seppure con scostamenti potenzialmente anche notevoli.
Il carico termico in ogni caso è molto più semplice ed immediato da calcolare del fabbisogno, in quanto pari alla somma di tutte le dispersioni nel periodo più freddo secondo UNI5364.
l’anno scorso nell’ambito della ristrutturazione di casa su suggerimento del mio tecnico ho sostituito la caldaia che produceva il riscaldamento e l’acqua calda con una pompa di calore. Da allora ho il problema che non riesco a fare la doccia con acqua sufficientemente calda. Potete darmi qualche suggerimento? Grazie
La risposta non è semplice nè univoca in quanto ci sono molte variabili. Il problema si verifica solo in inverno? E’ presente un accumulo? La pompa di calore non disponendo della potenza istantanea di una qualsiasi “caldaietta” ha bisogno di lavorare con un accumulo (=bolier) per produrre acqua calda sanitaria. Se c’è l’accumulo significa che: (alternativamente)
1) occorre solo settare una maggiore temperatura di produzione dell’acqua calda nel pannello di controllo
2) la PdC non ce la fa.
E’ molto semplice.
1) Il nostro fisico è molto sensibile alla temperatura radiante: la temperatura che percepiamo è data dalla media tra la temperatura dell’involucro e dell’aria che ci circondano: (a+b)/2
Così capita spesso in edifici datati che il termometro misuri l’aria come calda e noi percepiamo freddo a causa di pareti intorno ai 17°C e vetri a 15°C.
esempio: T aria 24°C; T pareti 17°C –> T percepita = (24+17)/2 = 20,5°C
Questo solo in linea teorica e senza tenere conto dei ponti termici dei balconi e degli angoli, che abbassano anche di 4° la temperatura. E senza tenere conto degli spifferi. Ovviamente più siamo vicini all’involucro e più ne risentiamo l’infuenza. Inoltre avere forti differenziali termici genera discomfort e oltre i 3°C di differenziale si generano moti convettivi dell’aria, che aggravano la situazione. Nel caso di un edificio passivo nel periodo più freddo l’involucro avrà temperature intorno ai 19,4°C in maniera quasi omogenea e i vetri di 18,4°C (Bologna Testerno: -5°C). Sarà inoltre garantita la tenuta all’aria e assenza di spifferi. Tali differenziali di temperatura non sono percepibili e non generano moti convettivi.
2) il metodo di riscaldamento ad aria in linea teorica è poco efficiente in quanto l’aria a differenza dell’acqua è un ottimo isolante e di conseguenza conduce con difficoltà il calore. In linea pratica è molto efficiente in quanto si tratta di materiale a basso carico termico e l’ambiente ad aria puà essere scaldato immediatamente. Ciò si adatta soprattutto per utilizzi saltuari. Il fabbisogno d’aria di una casa passiva è estremamente ridotto e tale da essere garantito dal solo ricambio d’aria igienico, senza extraventilazione (come avviene di solito).
3) Il modo più veloce per scaldare un ambiente per il weekend è ad aria. Il modo più confortevole ad acqua sulle pareti perimetrali. Non è opportuno dal punto di vista del comfort lasciare raffreddare completamente la casa, che nel caso di solo impianto ad aria andebbe conservata ad una temperatura minima. Se si tratta sempre di utilizzo saltuario e si vuole avere comfort da subito senz’altro propongo l’utilizzo di pareti radianti che mi consente di andare a temperature maggiori e avere maggior velocità di riscaldamento. Abbinerei il tutto con un sistema domotico leggero che mi avvi il riscaldamento tramite sms in maniera da anticipare l’accensione.
4) l’acqua calda sanitaria viene prodotta dal pannello solare e dalla pompa di calore, che richiedendolo può raggiungere i 70°C di riscaldamento. Il pannello solare con orientamento e inclinazione ottimale funziona in giornate di sole anche d’inverno quasi indipendentemente dalla temperatura estrena. Non credo che tuo marito usi l’acqua oltre i 50°C perchè sarebbe ustionante. (non è l’aria della sauna, che si sopporta anche a 60-80°, è acqua e trasmette il calore istantaneamente!). Per una bella doccia calda bastano 45°.
saluti,
Buongiorno , avrei ancora qualche curiosità: la pompa di calore è unica? dove viene collocata? se d’inverno cala il suo rendimento e i pannelli solari certamente sono in difficoltà devo supplementare…con il bue e l’asinello? o altro? e nelle stanze servono dei condizionatori o altro? servono delle serpentine a muro o a parete?
la pompa di calore è un’unica macchina grande per un appartamento quanto una caldaietta. Si può installare in verticale in un ripostiglio o in orizzontale nel controsoffitto di un disimpegno. La pompa di calore ce la fa a riscaldare fino a -20°C; la questione non è se ce la fa ma che a quelle temperature rende meno di un impianto a gas. Il fatto è che quelle temperature nella vita di utilizzo di una macchina non capitano tante volte da comporometterne l’efficienza globale.
In effetti sotto i -20°C per un periodo prolungato potrebbero esserci problemi.
Soprattutto per bellezza, ma anche per fare lavorare meno la macchina (ed essere più ecologici) io consiglio di installare in ogni caso un caminetto con vetro. Questo risolve qualsiasi problema.
L’immissione dell’aria calda/fresca nelle camere avviene attraverso delle feritoie o griglie collocate di solito sopra la porta.
Pannelli radianti a parete sono utili per integrare calore soprattutto nei bagni (perchè nei bagni l’aria viene aspirata, quindi vi arriva l’aria che ha già ceduto il calore agli altri ambienti) e se la casa ha un uso saltuario e non si vuole mantenere una temperatura minima nei periodi di inutilizzo.
In ogni caso se scegliamo di integrare con il radiante basteranno 2-3 metri quadri a camera.
calcolo:
(il radiante rende ca. fino a 70-100W/mq, il carico massimo dei locali (= richiesta di potenza nel giorno più freddo) è di 10W/mq, (che vengono già forniti dall’aria calda). Quindi una stanza da 20mq ha un carico massimo di 20mqx10W = 200W che possono essere forniti da 2mq di radiante anche spegnendo il ricambio d’aria). Naturalmente non si tratta di arrivarci, ma di arrivarci bene: se entro in casa completamente fredda dopo lungo tempo e riscaldo sia con aria che con radiante non ho l’effetto aria calda e muri freddi.
Faccio una dovuta premessa: sono una terribile freddolona, la mia casa in inverno viaggia mediamente sui 30° all’interno, con noi in maglietta, l’unico posto dove sto bene è sotto il piumino ; il problema di mio marito invece sono le docce a 60° gradi , per lui l’acqua non è mai calda; dobbiamo realizzare una seconda casa a Bologna a standard passivo che non sarà sempre aperta, molto probabilmente sarà utilizzata solo nei weekend. Quale sistema di riscaldamento conviene utilizzare? Mi hanno proposto la sola ventilazione, ma mi da sempre una impressione di essere poco costante e insufficiente. Avete qualche spiegazione che possa cambiare questa mia idea ? La pompa di calore come funziona d’inverno? Mi conviene prevedere delle serpentine a pavimento o a parete?
Grazie Carla